CERCANDO SHANGRI-LA

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02 ottobre 2017

A 700 anni di distanza dal mitico viaggio di Marco Polo, per celebrare i 20 anni di vita MARCOPOLO ripercorre, con un punto di vista contemporaneo affidato a Michele Dalla Palma, la Via della Seta alla ricerca del mitico Shangri-la.

“Via della Seta” è una suggestione capace, da sola, di infiammare la fantasia di chiunque ami l’idea del viaggio, ed è un’irresistibile calamita per tutti gli appassionati di avventura. Michele Dalla Palma ci racconterà alcuni dei tratti più impegnativi e meno conosciuti di quelle che, per millecinquecento anni, sono state le vie carovaniere battute da uomini, merci e idee tra l’Europa e l’Impero Cinese. Dalle leggendarie città-oasi dell’Asia Centrale, Khiva, Bukhara, Samarcanda, oggi patrimonio dell’Uzbekistan, coi loro monumenti che rappresentano la massima espressione dell’arte persiana e islamica, l’avventura “Cercando Shangri-La” continua sui panorami d’alta quota del Kirgyzistan, patria delle ultime popolazioni nomadi del pianeta che vivono transumando con le loro mandrie tra le grandi montagne del Pamir e del Tien Shan.  La parte più impegnativa del viaggio sarà la lunga tappa nelle regioni nordoccidentali della Cina, quasi sconosciute al mondo. Seimila chilometri di deserti e montagne tra lo Xjniang e il Gansu, per arrivare a quello che, quando lo vide Marco Polo, era il confine dell’Impero di Mezzo (così i cinesi consideravano il loro Paese): la imponente fortezza sulla Grande Muraglia a  Jiayuguan.

Dal 10 ottobre, ogni martedì alle 21.15

Michele Dalla Palma, giornalista, scrittore di viaggio e fotografo professionista conosciuto a livello internazionale, ha realizzato e pubblicato oltre 500 foto-reportage per la stampa nazionale ed estera e una quindicina di libri (tra fotografici, racconti di viaggio e romanzi) per le più importanti case editrici italiane. Per la televisione ha realizzato e condotto numerose trasmissioni dedicate ai territori italiani e a esperienze di viaggi “estremi”: “1000 e una Montagna”, “Alaska ultima frontiera”, “Sulle tracce degli Incas” per la RAI e “Sentieri d’Italia”, “Siberia, la terra addormentata”, “Dancalia, la Terra del Diavolo” per Marcopolo .

Nel 2017, in occasione del proprio centenario, Nikon ha selezionato Michele Della Palma tra i 100 fotografi mondiali più rappresentativi pubblicati nel proprio volume celebrativo.

7 Responses
  1. Daniele

    Molto bello questo documentario, bravi !
    Magari il presentatore non ha una dialettica fluida (aiuterebbe per rendere il tutto più piacevole) ma ne si apprezza comunque l’impegno .

  2. Ermanno Visintainer

    Gentile Michele Dalla Palma

    Mi scusi per questa recensione riguardo alla Sua trasmissione: “Cercando Shangri-La”. Avevo seguito “Sentieri d’Italia” che trovavo sinceramente piacevole. In verità mi dispiace di essere critico in quanto, innanzitutto La stimo. Trovo che le Sue trasmissioni comunichino entusiasmo sincero, passione per il viaggio e per la documentazione, unite ad un dinamismo esclusivo. Tuttavia, un viaggio come quello da Lei narrato in “Cercando Shangri-La”, soprattutto oggi, a quasi trent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Un’epoca globalizzata, in cui la possibilità di spostarsi in questi luoghi non manca, così come non mancano esperti di lingue, di storia e di culture extraeuropee, che magari La seguono. Ebbene, mi permetta di dire che volendo proporre un programma come questo, non possono bastare né la buona volontà, né le conoscenze mutuate da una guida turistica, né le pronunce approssimative di luoghi o nomi che sono appartenuti a quella storia universale. Insomma l’inglese non basta. Non ho visto tutte le puntate, tuttavia solo sulla scorta di quelle tre o quattro che ho seguito, a fronte della bellezza suggestiva ed estasiante delle immagini di luoghi e monumenti, dinanzi ad alcune macroscopiche “stonature a margine” non ho potuto fare a meno di sobbalzare sul divano. Come ad esempio in Uzbekistan, allorché citando i Qarakhanidi, li ha definiti Qaramanidi. Lei lo sa che il qarakhanide è stato una lingua letteraria anteriore al ciagataico? Sarebbe come dire Lamini al posto di Latini. Oppure allorché cita il fiume Amu Darya, l’antico Oxus, da cui Transoxiana, in seguito denominata dagli Arabi, Mā warā‘ an-nahr (Ciò che è oltre il fiume), chiamandolo ripetutamente Amur Darya, probabilmente per assonanza con il suo gemello fluviale, il Syr Darya. Capisco, sono nomi ostici, ma che altresì evidenziano familiarità o improvvisazione rispetto alla loro menzione. Nella provincia cinese dello Xingjiang, che Lei chiama Xinyang – in questo sito scritto Xjniang, ricordando che il cinese oggi è la lingua più parlata al mondo – poi, all’interno di un ristorante – a differenza delle lodevoli recensioni enogastronomiche di “Sentieri d’Italia” – esprimeva tutto il Suo disagio nei confronti dei cibi e delle specialità del luogo. Mi permetta di dire che tutto ciò è alquanto campanilistico, il cibo è sempre cultura, a prescindere dai gusti. Tutto ciò mi ha rammento un po’ Beppe Tenti, in una delle sue spedizioni con Overland, il quale una volta, trovandosi al confine fra Laos e Vietnam o forse Thailandia – non ricordo bene – dopo aver dichiarato la sua incapacità di memorizzare il nome della ragazza che gli stava porgendo il benvenuto, onde dimenticare suoni e sapori, nel tempo di una zoomata passava già alla bella spaghettata con i compagni di viaggio all’interno dei mezzi di Overland. Straordinarie anche le immagini riprese nelle Grotte di Qyzyl o di Mogao a Dunhuang, i paesaggi del deserto di Taklamakan, ecc. Peccato non si sia capito bene il ruolo storico degli Uighuri, che oltre ad essere musulmani oggi e buddhisti ieri – esiste un Sutra dell’“Aureo splendore” in questa lingua – sono stati anche e soprattutto manichei e nestoriani. Infine, dulcis in fundo, questo villaggio nei pressi di Turfan, a Suo dire il più antico villaggio cinese, commentato musicalmente con un pezzo che sembrava provenire dal Fujian piuttosto che da una qualsiasi provincia orientale del paese. Una contestualizzazione che, priva di un’apparente motivazione, risulta alquanto fuori luogo. Ripeto, mi dispiace essere caustico perché le Sue intenzioni sono ottime, però un’altra volta faccia attenzione anche dettagli in quanto possono inficiare tutto il resto.

  3. Luciano Ginnetti

    Complimenti per la serie documentaria curata da Della Palma! Tra l’altro mi ha spinto ad intraprendere un viaggio di scoperta dell’Uzbekistan che ha entusiasmato tutta la mia famiglia.
    Vorrei chiedere se e’ possibile acquistare un DVD con la serie completa, per poter tornare, in ogni momento, a ricordare l’itinerario fascinoso di Marco Polo.
    Ancora complimenti a tutti.

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